Il bisogno di essere scelti

Essere scelti significa sentirsi preferiti tra gli altri, riconosciuti come persone desiderabili, importanti, meritevoli di attenzione e amore.
Il desiderio di essere scelti appartiene, in misura diversa, a ciascuno di noi. Tuttavia, la sofferenza che deriva dal non esserlo può assumere intensità molto differenti.
Perché, talvolta, non essere scelti da qualcuno che desideriamo o amiamo ci fa soffrire così tanto?
Una possibile spiegazione riguarda il valore che attribuiamo a noi stessi. Quando non ci sentiamo sufficientemente meritevoli di amore o fatichiamo a riconoscere le nostre qualità, il rifiuto può diventare una conferma delle nostre insicurezze più profonde.
Questo accade soprattutto quando il nostro valore personale dipende maggiormente dallo sguardo dell'altro che dalla percezione che abbiamo di noi stessi.
Così, nel tentativo di ottenere quell'approvazione, possiamo finire per assecondare, compiacere, adattarci alle aspettative altrui e affannarci per essere notati, perdendo progressivamente di vista chi siamo e ciò che desideriamo davvero.
Ma cosa possiamo fare quando riconosciamo questo meccanismo?
Un primo passo consiste nel lavorare sulla propria autostima, imparando a costruire un senso di valore personale che non dipenda esclusivamente dal riconoscimento esterno.
La nostra autostima, infatti, non dovrebbe essere una misura di quanto siamo desiderati o apprezzati dagli altri, ma il risultato di una conoscenza più profonda e realistica di noi stessi, che comprenda tanto le nostre risorse quanto le nostre fragilità.
Questo non significa smettere di desiderare di essere scelti, né diventare indifferenti al rifiuto. Significa, piuttosto, imparare a distinguere il valore che abbiamo dalla scelta che qualcun altro compie nei nostri confronti.
Perché non essere scelti può far male, ma non dovrebbe necessariamente portarci a mettere in discussione il nostro valore.