← Torna al blog
corpoemozioni

Damasio e il marcatore somatico

1 min di lettura·18 aprile 2026

L’idea di Antonio Damasio è che quando decidiamo non partiamo solo dalla testa, ma anche dal corpo.

Le esperienze emotive lasciano una traccia: non solo come ricordo, ma anche come stato corporeo. Il cervello registra come il corpo ha reagito in certe situazioni, costruendo una memoria fatta di sensazioni, attivazioni e cambiamenti interni.

Quando ci troviamo davanti a qualcosa di simile, non ripartiamo da zero. Quei circuiti si riattivano, e il corpo manda un segnale prima ancora che il pensiero sia davvero chiaro.

È qui che entrano in gioco i marcatori somatici: tracce corporee delle esperienze passate che si riattivano nel presente e orientano le nostre scelte.

Alcune opzioni ci “suonano” subito come da evitare, altre come più familiari o sicure. Non si tratta ancora di un ragionamento esplicito, ma di qualcosa che lo precede e lo guida.

Da un punto di vista psicodinamico, questo si collega all’idea che le esperienze relazionali vengano interiorizzate anche come modi di sentire. Non conserviamo solo rappresentazioni mentali, ma anche stati corporei, atmosfere, tonalità emotive.

Per questo a volte reagiamo senza capire subito perché: il corpo ha già “riconosciuto” qualcosa, e la mente arriva dopo a costruire un significato.

Il lavoro clinico, in questo senso, può aiutare a ri-collegare questi segnali corporei a una storia, rendendoli più pensabili, meno automatici e più integrati.

Newsletter

Resta in contatto

Riceverai nuovi articoli e risorse, senza spam.